A ruota libera sul “treno”

Il treno per la felicità tratta due tematiche molto attuali e molto importanti dei giorni nostri: la disoccupazione e la religione.

Il primo tema, la disoccupazione, è sempre stato in evidenza da almeno trent’anni a questa parte, ma mai come adesso in cui non solo l’Italia ma il mondo intero attraversa una crisi senza precedenti, ci si trova ad un tasso di disoccupazione così elevato. Il personaggio principale di questo romanzo si chiama Giovanni, e veste i panni di un neolaureato in cerca di un lavoro. Perché questa scelta? Perché forse, al giorno d’oggi, è il problema principale per cui il nostro Paese è bloccato. Tanti laureati, ma non solo, ci sono anche tanti neodiplomati che non scelgono di iscriversi all’università, perché credono che anche aggiungendo un titolo di studio superiore al loro curriculum la situazione non migliori comunque.

Questa nuvola di pessimismo, di scetticismo e di rassegnazione si è ormai stabilizzata in tutto il nostro Paese, come a profondersi nella cultura di tutti. Nessuno quasi più combatte e cerca di migliorare il proprio futuro. Anche per Giovanni la situazione è la stessa, ma Giovanni, a differenza di tutti non si rassegna, combatte. Egli accetta il compromesso di partire dal basso per arrivare in alto. Un concetto che tutti non riescono ad assimilare, perché non si può partire dall’alto per arrivare ancora più in alto. Questo sembra un discorso molto astruso, ma si vuole evidenziare che finché c’è la speranza e la voglia di cambiare, niente è perduto.

Si è voluto denunciare, quindi, il periodo nero che incontra un giovane laureato/diplomato che una volta uscito dal percorso didattico si ritrova ad affrontare. Perché gli studenti finché sono all’interno della scuola o dell’università vivono un mondo tutelato in ogni forma, fruiscono di qualsiasi agevolazione, e, alla fine del percorso, si trovano sbattuti fuori da questo mondo protetto da una campana di vetro, e al cospetto di una montagna altissima da scalare (se uno ha visione ottimistica delle cose) oppure un burrone (se uno ha una visione pessimistica). A questo punto vi sono due strade da percorrere, o il ragazzo si rimbocca le maniche e si dà da fare per sé e per il suo futuro, oppure rimarrà fermo al giorno del conseguimento del titolo. Questa è la situazione che prova Giovanni all’inizio della sua storia, lui come tutti i nostri studenti italiani.

Ma come uscirne fuori?

Certe volte la soluzione arriva dal al di fuori del sistema. In questo caso, appunto, è l’Amore. E’ la vicinanza di un’altra persona (Ludovica) che non fa cadere Giovanni in uno stato di angoscia e depressione, e che se ne prende cura. Per Giovanni non sarà un’amore con la A maiuscola, ma capirà in seguito di aver incontrato una persona fondamentale in un periodo critico della sua vita, e che è stata determinante nell’evoluzione della sua esistenza. Questo per dire, che se abbiamo una persona al nostro fianco non dobbiamo lasciarla sola; dobbiamo spronarla, farla ridere, farla distrarre. Questa persona non deve essere obbligatoriamente un fidanzato o una fidanzata, ma ci sono tante altre persone che ci possono aiutare, come la famiglia e gli amici. Ludovica rappresenta tutte queste persone.

Prima o poi Giovanni dovrà crescere, e lo fa capendo che non ama effettivamente Ludovica, nonostante ella sia fondamentale per la sua vita. Capisce che quel rapporto non avrà una naturale evoluzione, così lo interrompe prima che sia troppo tardi. Prima di rimanere imprigionato in una vita che non avrebbe voluto vivere. Arriva così l’Amore con la A maiuscola, ed è amore a prima vista. Come si sa, l’amore arriva sempre quando non ce lo aspettiamo, e così succede pure per Giovanni, che intanto, trova un lavoro migliore. Egli sente in cuor suo che sta crescendo, e che ora il rapporto tra lui e Sarah, la sua nuova fidanzata, è ormai adulto.

A questo punto, ho voluto inserire il secondo tema principale del romanzo, che è la religione. Scrivere una storia d’amore tutta rose e fiori sarebbe stato troppo semplice e noioso, così ho voluto creare un ostacolo. Uno dei temi più discussi al giorno d’oggi è sicuramente la religione, che scatena guerre e genocidi, e discordia tra i popoli. Giovanni è cristiano, ma Sarah è musulmana. Per ovvi motivi, i due non possono avere una relazione. Non si sa in quale mente contorta i due non possano avere una relazione. Eppure, per la maggior parte delle persone questa unione non potrebbe essere possibile. Oggi, nel 2015. Non si può accettare questa situazione, perché se due si amano che c’entra la religione? E’ questo che Giovanni non riesce a capire.

La religione dovrebbe essere una cosa personale che non dovrebbe interporsi nella relazione tra il proprio io e gli altri, perché sarebbe incivile, anacronistico e disagevole.

Qual è il modo per uscire da questa situazione? In un mondo parallelo sarebbe combattere. Combattere uniti. E Giovanni lo fa nel suo piccolo, combatte per riavere la sua Sarah. Parliamo, infatti, di un mondo parallelo, perché è quello che io vorrei che fosse, ma non è così. Purtroppo.

La verità è che si fa la guerra per avere un monopolio delle religioni. Per sapere chi è il più forte. Che stupidi questi umani, vero?

Il messaggio che voglio profondere, quindi, è combattere per ciò cui si crede. Combattere fino alla fine. Vedrete che poi, anche voi salirete sul treno per la felicità.

Precedente Recensione del Blog "L'amore per i libri" Successivo Le vostre recensioni su "Il treno per la felicità"