Cesare Pavese Festival 2017

Si svolgerà nel mese di settembre, a differenza degli anni scorsi, il Cesare Pavese Festival 2017. Si legge questo tra le righe del sito della Fondazione dedicata all’indimenticato scrittore italiano.

Dal 21 al 24 settembre 2017 avremo giorni ricchi di eventi che faranno gola a tutti i Pavesiani e gli amanti della letteratura, compreso il sottoscritto. Il 4 agosto scorso, come da tradizione si è svolta la serata dei falò, in cui i contadini delle varie colline accendono il proprio fuoco sotto le stelle, in onore della Madonna della Neve. Un evento suggestivo e alquanto romantico.

Il festival vero e proprio però comincia il 21 settembre nel paese natale di Cesare Pavese, “sono solo 4 tetti e un mare di fango…” scriveva Lui, ma Santo Stefano Belbo è oggi un paese dal centro storico piccolo e ammirevole, immerso tra le colline e le vigne che le conferiscono un tono unico quanto romantico. Solo venendo qui si può capire veramente cosa provava Pavese mentre scriveva di questi luoghi.

Gli eventi da non perdere sono senza dubbio le due passeggiate che andranno a toccare i punti pavesiani:

Venerdi 22 settembre 2017
Fondazione Cesare Pavese, Piazza Confraternita, 1

Ore 18,00 – “Tu lo sai che le cose immortali le avete a due passi”. Passeggiata pavesiana con la scrittrice Elena Varvello dalla Fondazione Cesare Pavese alla Gaminella

Domenica 24 settembre 2017
Stazione di Santo Stefano Belbo

Ore 10,30 – “Sentivo tra i peschi arrivare il treno”. Passeggiata pavesiana con Collettivo Shirò dalla Stazione di Santo Stefano Belbo alla Casa di Nuto

[L’intero programma potete trovarlo sulla pagina Facebook “Fondazione Cesare Pavese” o sul sito www.fondazionecesarepavese.it

L’anno scorso sono stato presente alla serata dei falò, il 4 agosto, di cui ho un ricordo particolare. Vedere le fiamme alzarsi sotto il manto stellato è qualcosa di unico. Un signore del paese ci raccontò che in passato i falò erano molti di più. Spero che le nuove generazioni possano continuare questa bella tradizione, dove cultura e religione si mischiano a darci delle emozioni molto forti. Il giorno dopo, invece sono stato alla passeggiata lungo i punti pavesiani nei quali la scrittrice, Elena Varvello, leggeva gli estratti più significativi.

E’ stato molto toccate visitare la casa dove Pavese è cresciuto e dove trascorreva le vacanze da ragazzo (ora divenuta un museo), e camminare tra le strade che tagliano in due le vigne e assaporare dei ricordi mai vissuti, e che Pavese riesce in qualche modo a regalarmi.

Concludo, invitandovi tutti a Santo Stefano Belbo, una parte dell’Italia dove pare che il tempo si sia fermato, nel ricordo di uno dei mostri della letteratura italiana del Novecento, ancora aimè non valorizzato del tutto.

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

Precedente Al casinò Successivo Il seminatore di grano - 20. Punto di non ritorno