La notte, le parole le troviamo guardando le stelle

affacciato

Dalla finestra spalancata entra qualche raggio di luna. Me ne accorgo, perché stando qui disteso sul divano, la medaglietta della catenina d’oro si illumina ad ogni suo movimento. Mi accendo una sigaretta e come ogni sera mi affaccio alla finestra e prendo ad osservare ogni cosa. Tutte le finestre dei palazzi sono illuminate. Si può scorgere cosa succede all’interno.

Il giradischi suona un disco di Sinatra e le note si alzano nel cielo, e rarefacendosi raggiungono le stelle. Ci danzano sopra, le deformano, le strapazzano. D’altronde loro se lo possono permettere, è un affare di magia.

Ho lasciato per un momento la mia macchina da scrivere. Il foglio bianco, incastrato dentro, si muove per via di una leggera brezza. Pare che voglia liberarsi da quella stretta, come se quelle parole incise sopra lo abbiano ferito e ora voglia scappare lontano. Anche le pagine hanno un anima, proprio così. Ci sonomacchina da scrivere quelle scritte che hanno tanto da raccontare, poi quelle pasticciate che hanno avuto una vita difficile, ed infine, quelle bianche, quelle per cui varrebbe la pena vivere. Perché? Cosa c’è di meglio di una vita tutta da scrivere? Si può scegliere il luogo, il tempo, il personaggio e il suo carattere. Si può scegliere la propria vita, insomma.

 

Scrivere per me ha sempre voluto dire affidare alle pagine di carta i miei pensieri e le mie emozioni. Tra le parole contorte dei miei romanzi c’è la mia vita. E’ un linguaggio criptato. Credo che forse io stesso non sia in grado di leggerlo, ma che importa? Forse quelle pagine non verranno mai lette da nessuno. Ma lei, la mia macchina da scrivere mi conosce bene. Ormai, sa tutto di me. E’ la mia confidente, la mia psicanalista, la mia amica e la mia amante. E’ li che scrive, scrive e scrive. Scrive appunti su di me, su ciò che provo, su ciò che vedo, su ciò che vorrei che la mia vita fosse. Una volta si è guastata, sembrava che stesse per passare a miglior vita. Io caddi nella disperazione più totale. Cercai i migliori riparatori della città, e poi quando riuscii a ripararla fu ancora più bella di prima. Del resto, quando qualcosa si rompe e la aggiustiamo è perché vale la pena ripararla.

Non è forse vero che le cose riparate sono ancora più affascinanti di quando erano nuove, che sia un oggetto o un cuore?

cuore aggiustato

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

 

 

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