Il momento perfetto per scrivere

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Questo articolo mi è venuto in mente ieri, guardando il sole tuffarsi nel Po all’orizzonte. Lì, dove un gioco di colori pazzesco ci trasmette una miriade di emozioni che solo quel momento della giornata ci sa trasmettere: il tramonto.

Sebbene non tutti siamo scrittori, di fronte a momenti così struggenti e romantici, nel pieno senso del termine, ognuno di noi scrive qualcosa, chi sul PC, chi sulla carta, chi nel cuore, chi nella mente. Anche immortalare quel momento nei nostri ricordi è scrivere. Allora mi sono chiesto? Qual è il momento perfetto che serve d’ispirazione ad ogni scrittore?

IL TRAMONTO
Stare di fronte ad un bellissimo tramonto è un gran momento per scrivere, appunto, perché ci trasmette un’ispirazione incredibile, ci fa essere malinconici e nostalgici al tempo stesso. E’ una situazione particolare. Se poi, lo guardiamo con lui o con lei, quel momento diventa magico, e sapremo tramutare in magia anche le parole che usciranno dalla nostra penna.

LA MONTAGNA
Per tanti, il panorama delle montagne rappresenta un panorama mozzafiato, perché, del resto, stare lì soli così in alto ci fa sentire bene. Ci sentiamo sopra il mondo intero, e niente c’è di più bello che sentirsi almeno una volta come un’aquila, per esempio, che vola in alto e vede tutto. Ci fa sentire potenti.

IL MARE D’INVERNO
Il mare d’inverno è uno spettacolo. Ma vedere il mare agitato quando siamo tristi, soli, e arrabbiati è come vedere le nostre stesse emozioni che seguono le onde del mare. Si alzano, si sbattono tra loro, battono contro le rocce. Più e più volte, con gran violenza. Ci sentiamo rappresentati a pieno. Nel contempo, però, quel mare in tempesta ci fa paura, così scuro, tetro e misterioso. Quelle onde ci scatenano dentro una linfa vitale per scrivere.
Perché diamo sempre il meglio di noi stessi quando siamo tristi e feriti?

GIORNATA DI PIOGGIA
La maggior parte delle volte, però, uno scrittore si sente a suo agio durante una giornata di pioggia. Fin da quando andavo a scuola, i pomeriggi piovosi conciliavano lo studio. Ancora adesso preferisco questi pomeriggi per scrivere e per leggere. Mi fanno sentire bene. Così mi prendo una tazza di thè o di cioccolata calda e scrivo. Scrivo. Scrivo.
E’ una sensazione inspiegabile. E’ come se fosse la mia dimensione. Può sembrare triste, ma non lo è. E’ semplicemente fantastico. E’ così che cominciai a scrivere. Mi ricordo ancora: avevo 8 anni circa e avevo deciso di scrivere la mia prima poesia. Fuori pioveva. Ed infatti, la mia poesia cominciava proprio così: “Fuori piove…”

Ma se fuori piove, non significa che piova necessariamente dentro di noi. Alcune volte sì, altre no. Per me l’importante è che quelle gocce di pioggia continuino a scatenarmi dentro quella fantastica ispirazione: la magia di scrivere, appunto.

 

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