Picture-Story: Donna che versa una bevanda

11° Appuntamento della rubrica “Picture-Story”

JULIEN DUPRE’: DONNA CHE VERSA UNA BEVANDA

Dupré - Donna che versa una bevanda

Info sul quadro

Anno: 1882

Dimensioni: 25.5 x 32 inches (olio su tela)

Custodito alla Rehs Galleries di New York.

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Era stata una mattina faticosa, come tutte le altre mattine. Amélie si asciugò il sudore dalla fronte e andò al pozzo a riempire la brocca, poi si diresse al campo.

“Ciao, Amélie!”

“Buongiorno, Jean-Pierre.”

“Buongiorno, Amélie”

“Buongiorno a lei, Christophe.”

Amélie rispondeva a tutti i buongiorno dei braccianti, accompagnando il saluto col suo raggiante sorriso. Quel giorno, il sole si era nascosto timidamente tra un velo di nuvole grigiastre. Fu un sollievo per tutti i contadini. Le cicale cantavano a formare un concerto che riempiva le giornate, tanto che nei primi giorni d’autunno, tutti avevano la sensazione che mancasse qualcosa ai loro giorni sui campi.

Amélie si avvicinò a suo padre. Appena la vide, egli posò il forcone per terra e le andò incontro.

“Grazie, figlia mia. Ne avevo proprio bisogno!” disse il padre.

“Ecco a te.” disse lei riempiendogli la bisaccia.

“Oggi fa caldo, nonostante le nuvole.” disse il padre dopo aver trangugiato l’acqua con grande voracità.

“Altra?” chiese Amélie.

“No, grazie. Vai a portarla a François, quel ragazzo nuovo.”

“E dov’è?”

“Là, vicino al mulino.” rispose il padre indicandolo.

Amélie riprese la brocca e si avvicinò al mulino. François era stato assunto come bracciante da una settimana appena, ma Amélie lo vide là per la prima volta. Aveva sentito parlare di uno nuovo, durante la cena nei giorni passati, ma non aveva ancora avuto l’occasione di conoscerlo.

François, appena vide una donna avvicinarsi a lui, continuò il suo lavoro come se nulla fosse, volendo dimostrare dedizione alla fatica e al sacrificio. Ma appena vide gli occhi di Amélie, si bloccò a guardarla per una frazione di secondo.

“Ciao, tu sei quello nuovo?” chiese Amélie.

“Sì…” rispose François, che avevo ripreso a lavorare.

Amélie era rimasta un attimo incantata. François era alto e possente, aveva i capelli scuri e gli occhi neri. Portava il cappello, come tutti coloro che lavoravano sui campi. Amèlie si svegliò da quel momento di dissociazione, e arrossì, perché le sembrava di essersi mostrata come un’imbranata.

“Hai sete?” chiese gentilmente.

“Sì.” rispose lui.

“Ho portato dell’acqua. Tieni.”

François si fermò, prese un bicchiere dal suo fagotto fatto di stracci che gli aveva preparato la madre per il pranzo, e lo porse ad Amélie. Mentre gettava l’acqua lo guardava sorridente, non facendo caso all’acqua che aveva intanto raggiunto il bordo del bicchiere.

“Basta, grazie.” disse François.

Amélie in un primo momento non sentì.

“Basta, grazie!” rispeté François a voce più alta.

Amélie si accorse di aver gettato l’acqua per terra, e subito si scusò arrossendo.

“Non preoccuparti.” disse François rassicurandola. “E’ solo acqua… Io sono François.”

Amèlie per un momento abbassò la testa per la vergogna, poi la rialzò e disse: “Io sono Amèlie…”

I due rimasero in silenzio per alcuni secondi. Ci fu un po’ d’imbarazzo, ma poi François disse:

“Sarà meglio che mi rimetta al lavoro…”

“Hai ragione… Allora, buon lavoro!” rispose lei prima di girarsi per andarsene.

Mentre Amélie ritornava verso casa, François si girò a guardarla per alcuni istanti. Quel viso pieno di lentiggini in cui vi era disegnato il suo sorriso fece breccia nel suo cuore. Ma Amélie, d’improvviso, si girò nuovamente verso di lui perché le piaceva guardarlo mentre lavorava. Lo trovò a guardare nella sua direzione. I loro sguardi si incrociarono di nuovo.

Il mattino seguente la storia si ripeté, fino a quando alla domenica successiva, giorno di riposo, François aveva visto Amélie andare verso il fiume.

Psss! Psss!”

Amélie si girò verso la direzione dalla quale proveniva il richiamo e vide con sorpresa François nascosto dietro un muro.

“Che ci fai qui?” disse Amélie avvicinandosi a lui, mentre si guardava intorno per paura di essere vista.

“Aspettavo che passassi…” disse François.

“Se ci vede mio padre…”

Sshhh! Non dire niente.”

François si avvicinò ad Amélie e la prese ai fianchi, avvicinandola a sè e portando il viso vicino al suo.

“Che fai? Se ci vede mio padre” disse ancora lei, mentre provava a divincolarsi senza risultati.

François rimase in silenzio e la guardò intensamente negli occhi, poi con una mano le prese il viso e lo avvicinò al suo. Lei lo guardava estasiata, come se fosse di fronte ad un angelo. Quel giorno, a soli sedici anni, Amélie diede il suo primo bacio, e non sapeva che François sarebbe stato per sempre l’uomo della sua vita.

 © Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

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