Picture-Story: La pianura della Crau

18° appuntamento della rubrica “Picture Story”.

VINCENT VAN GOGH: LA PIANURA DELLA CRAU

Van Gogh - La pianura della CrauInfo sul quadro

Anno: 1888

Dimensioni: 73 x 92 cm (olio su tela)

Custodito all’Amsterdam Museum (Olanda).

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E’ domenica. Il mio girovagare oggi mi ha portato qui, in questa pianura meravigliosa. Un tappeto giallo che è un piacere per gli occhi. All’orizzonte, le colline cingono in un abbraccio quasi materno questi campi, come a custodirlo gelosamente dal resto del mondo.

Che pace! Non posso non rimanere incantato dalla semplicità di questo posto. Che strano, a volte, le cose più semplici sono quelle che ci piacciono di più. Possiamo pertanto dire, che alla base della bellezzia vi sia la semplicità. Penso per esempio alle donne. Non sono forse le più biù belle quelle che sorridono e basta? Quelle che ti fanno battere il cuore con il semplice incurvamento delle loro labbra, senza avere addosso gli ornamenti più preziosi di questo mondo. Quella semplicità mi conquista.

Mi piace stare seduto qui e godermi la quotidinità degli eventi. Guardare gli uomini e le donne lavorare nei campi. Ascoltare il cinguettio degli uccelli e il canto incessante delle cicale. Trovo riparo sotto un albero, perché il caldo ora è forte. Lo sento picchiare sul collo e sulla testa.

Ecco spuntare qua e là qualche bambino che gioca, urla e ride. Giocano a nascondersi tra le case, tra le siepi, tra i carri. Corrono dentro la stalla. Sento i rimproveri delle massaie che il vento leggero trasporta fino a qui. Poveri bimbi!

Mi piace pensare che in un posto nascosto, qui da qualche parte, ci sia una coppia di giovani che si amano di nascosto, come facevo io con la mia musa. Che tempi, quelli! Ci assentavamo per ore senza avvisare. Sentivamo chiamare a gran voce i nostri nomi. Le voci rimbalzavano da una parta all’altra, e noi ci guardavamo negli occhi e ridevamo complici. Il nostro amore era ancora più bello, perché era proibito. E quando una cosa è proibita, diventa affascinante. La si vuole con tutto se stessi. Non potrei mai dimenticare i suoi occhi, il suo corpo, i suoi capelli. Come vorrei tornare a quei tempi, darei perfino la vita per rivivere anche solo un secondo di quei momenti. Mi sentivo vivo. Mi sentivo completo.

Non mi resta che aprile il mio cavalletto e immortalare questo momento, per fissare i miei ricordi e le mie emozioni che una semplice pianura di campi sa’ darmi.

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

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