Picture-Story: Man in the garden

33° appuntamento della rubrica “Picture Story”.

CARL SPITZWEG: MAN IN THE GARDEN

Fonte immagine: wikipedia.org

 

Info sul quadro

Anno: 1870 c.a.

Dimensioni: 22 x 34,5 cm

Custodito attualmente presso Musem Oskar Reinhart (Winterhur, Svizzera)

Sedermi qua in giardino è una cosa che faccio sempre. Posiziono l’ombrello per ripararmi dal sole e comincio a pensare.

I pensieri, il più delle volte, si tramutano in immagini e cerco dipingere ciò che mi appare più poetico.

Qui in giardino il mio cuore è in pace con sé stesso, e sono circondato da diversi fiori. Ho provato a dipingerli tutti, ma l’unico che mi fa emozionare ogni volta è la rosa. Bianca, rosa o rossa. È elegante con qualsiasi colore ella si vesta. Ed è con quel fiore che immagino un giovanotto conquistare la sua amata. Con il suo profumo e quel disegno particolare che la contraddistingue.

Mentre disegno le mani del giovane sopra quelle della ragazza, mi sembra di sentire la sua pelle soffice e candida.

C’è un simpatico grillo poco più dietro che mi tiene compagnia, e poi ancora un bruco. È strano come un animaletto strisciante così si trasformi in una farfalla, non trovate?

Adoro l’odore della terra che nelle prime ore del mattino si alza e si diffonde per tutta la casa, così mi aggiro nel mio giardino e inspiro lentamente, come se quegli odori fossero la mia colazione. La rugiada brilla sulle foglie e penso quanto sia prezioso tutto questo.

Il giovane ora sta baciando la ragazza. La guarda come se fosse l’unica donna del mondo. È così che immagino sia l’amore. I miei colori danno loro forma ed emozioni. La donna sa che quello sguardo è tutto per lei, così arrossisce e il suo cuore comincia ad accelerare. Le pare che la vita vada troppo veloce, ma in realtà quell’emozione è tutto ciò che vuole in quel momento. È questo che mi piace di due innamorati, il loro avvicinarsi incerto e la paura di essere respinti. Stare col fiato sospeso e mettersi in gioco.

Alzo lo sguardo. L’adrenalina va in circolo. Ogni volta mi ritorna in mente lei, e ogni volta mi dico quanto sono stato stupido a non rischiare. Lei non lo sa, ma è in ogni cosa che vedo, che sento, che odoro. In ogni mio quadro. E non c’è giorno in cui io mi sieda qui in giardino che mi pare di sentirla al mio fianco mentre scruta i miei quadri a metà, o mentre ride e scherza.

Sento il cuore battere più forte, mentre il vento porta via il mio cappello e i petali di una rosa appassita.

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.
Ringrazio il blog Beniculturali 3.0 per aver postato questo quadro che ha ispirato il mio racconto.

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