Renzo Arbore al Circolo dei Lettori di Torino per il suo libro: “E se la vita fosse una jam session?”

e se la vita fosse una jam session

Sabato 20, Renzo Arbore è stato al Circolo dei Lettori di Torino per la presentazione del suo libro, dal titolo “E se la vita fosse una jam session?”.

Arrivo al Circolo con largo anticipo (l’appuntamento era per le 21), ma la sala grande era già tutta esaurita.

“Abbiamo messo in conferenza le altre due sale” mi dicono, così mi danno un numeretto e mi accomodo nella sala a fianco, dopo il bar. E’ stato difficile non tenere il naso all’insù, perché il fascino di quella sala è sorprendente. Non posso fare a meno di fare una foto e condividerla.

Sullo schermo vengono proiettati degli sketch di Arbore con Lino Banfi, buon modo di intrattenere il pubblico che apprezza, ride ed applaude. Ma prima che cominciasse la presentazione ecco sentire una voce provenire dalle mie spalle: “Vedo che anche qua siete tanti.” Inizialmente non mi giro e continuo a rovistare sul mio smartphone, ma poi vedo che si girano tutti e allora mi giro anch’io, era Renzo Arbore che sorridente salutava il pubblico della nostra sala, e dice ironicamente: “non volevo disturbarvi…” Qualcuno gli fa i complimenti e lui ringrazia. “Mi hanno detto che ci sono due sale collegate in conferenza e sono venuto a darvi il mio saluto. Buona serata.” E scompare.

Questo gesto mi ha colpito decisamente, e forse lui è rimasto colpito più del pubblico nel ve1017653_1566990223617795_8767672337878879749_ndere quanta gente è venuta a vederlo. Per un libro e non per la sua musica.

Le lancette dell’orologio segnano le 21,05 circa e dalla sala grande proviene uno scrosciare di applausi. Inizia la presentazione, finalmente. Renzo Arbore prende subito in mano il microfono e comincia a parlare non rendendosi conto che doveva essere presentato, e dice mentre sta in piedi: “Ho fatto sempre il presentatore, sono deformato professionalmente.” Poi presenta la giornalista di RAI 2 al suo fianco, la Foschini, e lei gli chiede: “Posso alzarmi in piedi anch’io?” Arbore risponde: “No, tu puoi rimanere seduta.”

Inizia così goliardicamente la serata, e il termine “goliardia” viene utilizzato più volte da Arbore in tutta la serata, a partire dal suo personale ricordo di Umberto Eco. E dice: “Umberto Eco mi ha conferito la Laura in goliardia – che non esiste, e dice che l’ha fatto perché ho scritto il clarinetto col doppio senso. E io gli risposi: anche tu hai scritto qualcosa con il doppio senso. Eco chiede: cosa? Io gli risposi: Il pendolo di Foucault!” La sala esplode in una risata e in un grande applauso. Arbore continua dice: “Perché Umberto anche se era un grande uomo di cultura era molto spiritoso, gli piaceva scherzare.”

Dopo questo momento di ilarità generale, la Foschini prende in mano il microfono e introduce il libro di Arbore, partendo dal perché del titolo. “La jam session” dice Arbore “è l’improvvisazione nel jazz, cioè un gruppo di musicisti si riunisce, si mette d’accordo sulla tonalità e ognuno suona ciò che sente in quel momento.”

Il perché di questo titolo, però, oltre ad avere un motivo che viene dalla musica, trova il suo perché in tutta la carriera artistica di Arbore, poiché l’improvvisazione in generale è stata la chiave del suo successo, soprattutto in televisione. Viene mandato in onda un video dove lui e Lino Banfi improvvisano. Sembra tutto preparato, ma invece Arbore sottolinea come la chiave per rendere comica una scena sia buttarsi e dire, vediamo che succede.

Arbore continua a ricordare diversi aneddoti con Frassica e Benigni, all’epoca giovanissimo. Poi racconta alcuni scherzi in compagnia di Luciano De Crescenzo, e col suo amico ai tempi della radio, Gianni Boncompagni. Ricorda che a quei tempi la direzione della RAI stava ancora in via dell’Arsenale 21 a Torino. Quindi, racconta gli scherzi telefonici che facevano quando lavorava alla radio proprio con Boncompagni.

La serata scorre piacevolmente, come non avrei pensato, e si conclude con la musica, la sua grande passione.

copertina renzo arbore“Dopo i successi in televisione, mi venne la voglia di fare ciò che mi piaceva di più fare, cioè musica. Quindi fondai l’orchestra italiana e andammo in giro per tutto il mondo.” A questo punto viene proiettato un video con tutte le città del mondo in cui suonò con l’orchestra italiana.

La serata volge al termine, c’è spazio per qualche domanda, soprattutto sulla musica. Infine, gli autografi.

E se la vita fosse una jam session?” non è solo una biografia, ma un racconto goliardico che ci fa capire quanto sia grande Renzo Arbore, una colonna portante della musica, della televisione e della cultura italiana.

 

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