Il seminatore di grano – 26. Una meravigliosa sorpresa

La discussione tra i genitori di Remo e quelli di Filomena si concluse senza troppi fronzoli. Il danno era fatto. Le vite dei ragazzi e di conseguenza delle due famiglie cambiarono totalmente da quel giorno in avanti.

L’accordo tra le due famiglie prevedeva il controllo a vista dei due innamorati, finché questi ultimi non avrebbero raggiunto la maggiore età per convolare a nozze. Ormai era deciso.

Remo aveva cominciato ad imparare ogni cose facesse suo padre. Peppino gli ripeteva in continuazione che ormai non era più un ragazzino e certe cose doveva affrontarle da uomo. E anche Maria cominciò ad essere meno dura con lui. Remo capì che la sua nuova vita gli piaceva, e aveva capito inoltre che aver conquistato una donna gli aveva dato diritto ad un posto nel mondo degli adulti.

I pomeriggi in compagnia di Ciccio dimuinuirono col tempo. Mentre Remo portava dentro gli animali all’imbrunire, ricordò quella volta dove l’amico lo condusse per la prima volta da Gilda. Gli scappò da ridere per quel suo comportamento goffo e gli pareva che fossero passati tanti anni da quell’episodio. Alzò la testa e guardò la luna. Cominciava ad accendersi man mano che il cielo diventava sempre più scuro.

-È pronta la cena!- gridò Maria dall’uscio di casa.

-Arrivo!- rispose Remo mentre appoggiava gli attrezzi.

Appena sotto il pergolato, Remo guardò sua madre che l’attendeva alla porta. La luce della lampada ad olio le illuminava il viso tirato e scopriva il significato del suo sguardo. Anche Remo avrebbe voluto abbracciarla, ma non c’era spazio per quei gesti affettuosi.

Mentre la luna s’accendeva, Filomena portò la legna in casa prima che facesse buio. Aveva notato come le giornate si erano accorciate di molto rispetto all’estate, e i ricordi proprio di quell’estate le sembrarono appartenere a qualche anno prima. L’autunno aveva portato con sè tanta pioggia, e il padre aveva previsto che il freddo quell’anno fosse arrivato prima, già a ottobre. E non si era sbagliato.

All’improvviso per Filomena la legna tra le sue braccia si fece pesante, le sembrò un macigno. Era abituata a trasportare pesi ben più elevati, ma non capiva perché il suo corpo non riusciva a tenere fisicamente quel fardello. All’ingresso di casa le braccia di Filomena s’aprirono cedendo alla fatica e i tronchi caddero facendo un gran baccano. Filomena cercò di aggrapparsi a qualcosa, ma cadde a terra svenuta.

Sua madre che aveva sentito tutto si precipitò furiosamente all’ingresso, ma appena vide Filomena a terra capì che ebbe un malore. Chiamò subito suo marito e la trasportarono a letto. Filomena rimase collassata per qualche minuto, finché sua madre con dei panni umidi le bagnò la fronte. Ordinò a suo marito di chiamare urgentemente il dottore.

L’esito della visita del dottore era chiara.

-Vostra figlia è incinta.- disse francamente. E aggiunse: -È bene che non si affatichi troppo, non deve trasportare pesi.-

Sua madre si portò le mani alla bocca come a mostrarsi sorpresa. In realtà una piccola parte di lei aveva già capito tutto dall’inizio.

Il dottore s’incamminò verso la porta quando il padre di Filomena lo fermò per consegnarli un coniglio cacciato il giorno stesso. Il medico recitò la parte di chi non voleva niente in cambio per una visita così semplice, ma cedette subito all’invitante selvaggina. E mentre questi si allontanava, il padre di Filomena guardò sua moglie.

-Bisogna riparare.- Disse soltanto.

Lei fece un gesto d’intesa. Il giorno seguente sarebbero andati a rinegoziare quell’unione. Ora Filomena aspettava un bambino e la questione diventava più complicata.

La madre di Filomena si rintanò in cucina a piangere. La sua unica figlia era diventava ufficialmente una donna e aveva già conosciuto l’amore. Di colpo si sentì vecchia, ma cercò di ricordare cosa si provava in quelle circostanze. Anche lei, come Filomena, aveva conosciuto suo padre e l’aveva amato con tutta se stessa.

Si slegò il grembiule e lo lasciò incurante sopra il tavolo, un gesto che non era da lei. Poi prese la lampada a olio e salì al piano di sopra nella stanza di Filomena. La candela era quasi alla fine. Filomena dormiva profondamente; sua madre si rimproverò per essere stata troppo dura con lei negli ultimi tempi. Soffiò per spegnere la candela e socchiuse la porta della camera non prima di averla guardata un’ultima volta.

Non riusciva ad immaginare sua figlia con un bambino, ma d’altronde era ciò che pensò quando seppe per la prima volta di portare Filomena nel suo grembo.

La vita è sempre una meravigliosa sorpresa.

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

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