Il seminatore di grano – 4. L’aiuto di un amico

Era passata circa una settimana da quando Remo era andato l’ultima volta al fiume.

Dopo pranzo se ne stava sempre disteso all’ombra e con un filo d’erba in bocca rimaneva a guardare il cielo per ore. Vedeva passare decine di nuvole che andavano chissà dove, pensava sempre lui, e vedeva gli uccelli prendere il volo, e avrebbe voluto somigliare a loro, per poter vedere tutto dall’alto. La sua campagna, la sua casa, le piante, il fiume. Avrebbe voluto essere un uccello per spiare cosa accadeva proprio al fiume, ora che non ci andava più, per vedere se quella ragazza che aveva visto ci andava ancora, o se qualche maschio l’aveva fatta sua.

Remo non aveva mai avuto una donna, e voleva sapere come ci si doveva comportare e, soprattutto, cosa si provava. Decise allora di andare da Ciccio, un suo vecchio compagno della prima elementare, ma più grande di lui perché era stato bocciato tre volte. Con Ciccio, Remo strinse una forte amicizia, perché come lui, Ciccio amava la campagna, ed era riuscito a catturare una lucertola col metodo dello zio Salvatore. Ciccio ebbe tutta la stima di Remo e, da quel giorno, avevano cominciato a fare bravate di ogni genere; come quella volta che avevano messo le pietre sui binari della ferrovia. Volevano vedere come il treno, al suo passaggio, le sparasse in ogni dove e con violenza inaudita. Ciccio e Remo si erano arrampicati su un albero che dava proprio sulla ferrovia, ma un po’ nascosto da una parte di collina. Dopo aver preso le prime pietre, il treno si fermò e scese il macchinista con fare adirato. Quest’ultimo percorse tutta la fila di pietre e cercò con lo sguardo i furfanti. Non potevano essere lontani, dovevano godersi quello spettacolo. Ciccio e Remo, per paura di essere visti, saltarono giù dall’albero senza pensarci un attimo, e senza timore. Ciccio nella caduta si ruppe un braccio e quando arrivò a casa le prese di santa ragione.

Ciccio scagliava sul fondo di un dirupo dei rami secchi, Remo se ne stava appisolato alcuni metri più dietro.

-Ci sei mai stato con una donna?- chiese Remo.

-Sicuro!- rispose Ciccio col petto all’infuori.

-E quando?-

-Una volta. Chiesi a mio zio cosa si provava a fare l’amore con una donna e lui mi disse che era la cosa migliore per cui vivere.-

-Mio padre dice che le donne sono delle rompicoglioni!-

-Sarà che non ci fa l’amore!-

-Oh, non parlare così di mia madre sennò… ti spacco la testa!- Remo si alzò da terra minaccioso.

-Era per dire, stai calmo. Vuoi o non vuoi fare l’amore?-

-Sì…- rispose Remo speranzoso.

-E allora stammi a sentire.- disse Ciccio avvicinandosi a Remo, e aggiunse: -Io l’ho fatto con Gilda.-

-E chi è?-

-Come chi è? La conoscono tutti qui in paese. E’ una donna con cui puoi farlo… ogni volta che vuoi!-

-Ogni volta che voglio?- Remo sgranò gli occhi.

-Si, ma devi pagare.- Ciccio fece il segno dei soldi.

-Va bene… pago, pago!-

-E bravo Remo!- Ciccio gli diede una pacca sulle spalle. -Allora, ci vediamo domani alle cinque al posto di sempre.-

Poi Ciccio salì sulla bici e fece per andarsene. -E ricordati i soldi!-

-Quanto?- chiese Remo a voce alta.

-Tu porta quello che c’hai, poi vediamo!- urlò Ciccio ormai lontano.

Remo sapeva già dove prendere i soldi.

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