Shoah: le letture da non perdere

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Il termine Shoah in lingua ebraica significa “catastrofe”, “distruzione”, utilizzata in passato per indicare la più retta forma di sacrificio. Oggigiorno, questa parola è utilizzata a livello mondiale, dai grandi ai piccini, per indicare l’Olocausto, ovvero il genocidio degli ebrei subito durante la seconda guerra mondiale.

Questo atto criminale di violenza è stato condannato da tutti i popoli del mondo, e per non dimenticare si è istituita “La Giornata Mondiale della Memoria” (27 gennaio), anche se molte istituzioni, associazioni di promozione culturarale e comitati, estendono la commemorazione a tutta la settimana.

Anche il mondo della letteratura è stato influenzato da quei momenti, forse i più neri, di tutta la storia. Anne Frank, con il suo (ormai celeberrimo) diario ha testimoniato le persecuzioni dei nazisti vissute in prima persona. Vi sono, però, altri autori che sono stati testimoni di quegli orrori quali, Primo Levi, Theodor Adorno, Jean Amery, Hannah Arendt, Elie Wesel, ecc.

Riport, di seguito, un piccolo elenco di libri, ma vi invito ad effettuare una ricerca più ampia per prendere una piena coscienza dei fatti.

  • Intellettuale ad Auschwitz (Jean Amery, Einaudi)
  • Diario (Anne Frank, Einaudi)
  • Se questo è un uomo (Primo Levi, Einaudi)
  • Diario di prigionia (Giovanni Ansaldo, Il Mulino)
  • Non dimenticarmi (Helga Deen, BUR)
  • La lista di Schindler (Thomas Keneally, Sperling & Kupfler) di cui consiglio pure il film

La lista è ancora molto lunga. Vi sono anche opere teatrali, film, sculture. La Shoah viene ricordata con qualunque forma di espressionismo. Perché ricordare è necessario, ma essere consapevoli è indispensabile.

La speranza è sempre quella componente che mantiene viva la fede verso qualcosa, per esempio verso la libertà.

Michael Floris

 

 

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