Vacanze d’estate – 14. Temporale d’estate

temporale

Dopo lo scherzo alla Colombara, Giulia si era staccata dal gruppo, e così fece Sofia. Luca non si era mai adattato ai nuovi amici, e questo Sofia l’aveva capito fin da subito. E poi, si trovava in forte disagio per la presenza di Marco, che ci aveva provato con lei.

Giulia e Sofia erano amiche per la pelle fin da bambine, quando all’asilo San Giuseppe fecero conoscenza. All’epoca, non erano alte neanche un metro, e la loro amicizia è perdurata per tutto quel tempo senza mai essere scalfita.

Ora stavano lì, sedute fianco a fianco su una panchina del lungo mare.

-Devo dirti una cosa…- esordì Giulia con il suo fare insolitamente introverso.

-Che hai? Non ti vedevo così neanche prima dei compiti di Matematica!- disse Sofia sarcasticamente, poiché non era abituata a vedere Giulia in quello stato.

-Tu come mi trovi?-

-In che senso?-

-Secondo te, sono una brava ragazza?-

-Certo! Ma che domande mi fai?-

-Secondo te lo pensano anche gli altri?-

-Giulia, dove vuoi andare a parare?-

-…-

-Guardami…-

-…-

-Dai, sputa il rospo.-

-Ok, ma mi prometti che non mi prenderai in giro?-

-Te lo prometto.-

-Credo che… che mi piaccia Alberto.-

Sofia non rispose, sgranò gli occhi soltanto.

-Ti prego.- si limitò a dire Giulia.

-Che c’è di male?- rispose Sofia.

-Che posso sembrare una che vuole farsi tutti i ragazzi che incontra.-

-Alberto è un bravo ragazzo, è carino. A chi non piacerebbe?-

-Hai ragione, forse sono troppo paranoica.-

-E lui?-

-Glielo hai detto?-

-Ma sei matta?-

-Siete stati soli parecchio questi giorni. Non ti facevo così timida con i ragazzi, sai?-

-Lo sono solo con chi mi piace davvero. Sai quella cosa che ti viene allo stomaco, come se fosse ansia?-

-Sì, è la stessa che provo quando vedo Luca. Ma non ti devi vergognare, è una cosa bella!-

-Ho paura…-

-Di cosa?-

-Che tutti mi vedono in certo modo. La Giulia scherzosa ed estroversa, che dice sempre “Ma guarda quello!”, “Quello è bonissimo!”, e poi? Faccio la figura dell’imbecille, di quella che non ha neanche il coraggio di dire “mi piaci”. Sono un completo disastro!-

Giulia si raggomitolò e nascose la testa tra le braccia conserte appoggiandola sulle ginocchia.

-Tu non devi fare nulla.-

-Cioè?-

-Lascia che sia Alberto a fare il primo passo.-

-Ma se non so neanche se gli piaccio!-

-Gli piaci, gli piaci!-

-Come fai a dirlo?-

-Quando alla Colombara siamo morti di paura vi siete dati la mano.-

-L’avrebbe fatto chiunque.-

-Dici? Non credo. Hai notato che quando viene in spiaggia con Luca, lui si mette sempre vicino a te?-

Sofia cominciò ad elencare ogni mossa sospetta che compiva Alberto, facendo ricredere completamente Giulia.

-Forse hai ragione…-

-Vedrai.-

Giulia abbracciò fortissimo Sofia.

-Come farei senza di te?-

-Me lo chiedo anche io per te!- rispose Sofia ridendo.

-Ci prendiamo un gelato?- chiese Giulia, ora felice.

-Perché no?-

Separatore-1-2-Alberto, lunedì mattina partiamo per Torino!- annunciò la madre ad Alberto.

-Eh? Come… per Torino?-

-Sì, è lì che abiti, non ti ricordi più?-

-Perché adesso, perché così presto?-

-Ho delle commissioni importanti da sbrigare, e tuo padre deve tornare per motivi di lavoro. Non possiamo lasciarvi soli, qui.-

-Ma… mamma!-

-Mi dispiace, magari torneremo qualche week end più in là. Dillo a Luca, quando esce dalla doccia.-

Alberto diventò paonazzo in viso. Voleva urlare contro il cielo. Rovesciare tutto. Quella vacanza era stata bellissima fino a quel momento, forse la più bella di sempre, e ora, doveva rinunciare a tutto per colpa dei genitori. Doveva rinunciare a conquistare Giulia. Una manciata di giorni non sarebbero bastati per farle capire quanto ci teneva a lei. Non sarebbero bastati per baciarla, per andare a ballare insieme o, semplicemente, per stare vicino a lei.

-Devo darti una brutta notizia.- esordì Alberto non appena Luca entrò con l’accapatoio in camera.

-Che c’è?-

-Mia madre… Lunedì ripartiamo per Torino.-

-Eh?-

-Già.-

-Perché?-

-Mio padre ha problemi di lavoro e mia madre ha delle commissioni urgenti da fare e…-

-Non si fidano a lasciarci soli.- concluse Luca lucidamente.

-Esatto! Assurdo, come se fossimo dei lattanti.- si lamentò Alberto.

-Dai, non prendertela così.-

-Non dirmi che non sei arrabbiato.-

-Perché dovrei esserlo? In fondo, io questa vacanza non dovevo neanche farla…-

-…-

Luca scrutò il volto di Alberto.

-Secondo me, c’è qualcos’altro.-

-Che vuoi dire?-

-C’è un motivo per cui sei così arrabbiato.-

-Nessun motivo, è solo che volevo godermi la vacanza!-

-Ecco, appunto.-

-…-

-Guarda che l’ho capito!-

-Cosa?-

-Giulia.- disse Luca mettendo Alberto alle strette.

-Giulia… che?-

-Ti piace.-

-Ma va’!-

-L’ho capito.-

-Da cosa?-

-Da come la guardi. Ma non ti devi vergognare…-

-…-

-Ti capisco. Ora che sai che tra un paio di giorni ce ne andremo devi mettercela tutta!-

Alberto alzò lo sguardo e cercò di leggere ciò che gli trasmettevano gli occhi di Luca. In lui vedeva un entusiasmo contagioso, un ottimismo innato che l’aveva portato ad avere ciò che voleva, Sofia. Sembrava un ragazzo imbranato, e invece, gli stava insegnando una cosa importante: non mollare mai.

-D’accordo!- esclamò Alberto alzandosi in piedi dal letto.

-Ti aiuterò.- disse Luca dandogli una pacca sulle spalle.

Ad Alberto, tornare a Torino, era sembrato un temporale improvviso. Era consapevole che non aveva il tempo dalla sua parte, ma poteva contare sull’ottimismo. Non tutto era perduto. Il temporale, alla fine, gli aveva scatenato la voglia di raggiungere il suo obiettivo.

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

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