Vacanze d’estate – 4. Un incontro inaspettato

autostrada torino-savona

Mentre Sofia s’avviava alla spiaggia con la bici, il suo pensiero era andato per un momento a Luca. Una infinitesima parte di lei avrebbe voluto che Giulia avesse preparato lui come sorpresa. Le batteva forte il cuore pensare di conoscere un nuovo ragazzo. Aveva pensato pure a come si sarebbe comportata quando sarebbe stata di fronte a lui.

Appena scese dalla bici, Sofia vide al centro della spiaggia un gruppetto di ragazzi della sua età, così s’incamminò a passo lento verso di loro.

-Finalmente!- si lamentò Giulia appena la vide.

Sofia non rispose.

-Ragazzi, vi presento la mia amica Sofia.-

-Ciao!- salutarono tutti all’unisono.

Sofia alzò la mano e fece un sorriso di cortesia. Si trovava fortemente a disagio.

-Lui è Marco.- annunciò Giulia con aria di compiacimento e indicandolo aprendo un braccio.

-Sofia.-

-Piacere.- rispose lui stringedole la mano.

Dopo alcuni secondi di imbarazzo generale, Giulia ruppe il silenzio.

-Ti stavamo aspettando per fare il bagno tutti insieme!-

-Ele, prendi la palla.-

Mentre il resto del gruppo faceva per raggiungere la battigia, Sofia sistemava le sue cose.

-Carino, eh?- disse Giulia con un sorriso complice.

-Si…- rispose Sofia indifferente.

-Che ti prende? Io ti presento il ragazzo più carino del paese e tu fai così?-

-E’ carino… e dopo?-

-Come sarebbe “… e dopo”? Su dai, ti devo dire tutto? Guarda che se non lo vuoi me lo prendo io, eh?!-

-Fai come vuoi…-

-Vuoi rimanere zitella a vita? E’ questo che vuoi?-

Sofia non rispose.

-No… aspetta un momento! Ora ho capito. Tu hai una cotta per quello sfigato di Luca?-

Sofia arrossì all’improvviso, perché Giulia aveva fatto centro.

-O mio Dio, non ci posso credere!-

-Senti, ora lui non c’è. Non vi siete mai parlati. Prova a vedere com’è Marco, magari ti piace…-

Ancora nessuna risposta.

-Mi prometti che gli darai una possibilità? Guardami.-

-Te lo prometto.- rispose Sofia sbuffando e girando gli occhi all’insù.

Separatore-1-2L’autoradio passava Rotta x casa di Dio degli 883, e quel testo e quella musica caricavano di adrenalina Luca e Alberto, mentre l’auto di suo padre percorreva l’autostrada Torino-Savona.

I genitori di Alberto stavano in silenzio per tutto il tempo, e Luca si chiese quanto fosse strano quel loro amore così silenzioso. Sua madre portava gli occhiali da sole e guardava fuori dal finestrino annoiata, mentre il padre, invece, picchiettava le dita sul volante al ritmo di musica.

-Allora… Luca, sei contento che vieni in vacanza con noi?- chiese il padre di Alberto, rompendo improvvisamente il silenzio all’interno dell’auto.

-Sì, signor Enrico. Grazie mille per ospitarmi nella vostra casa.- rispose educatamente Luca.

-Per noi è un piacere, così anche Alberto non rimarrà solo. Ma mi raccomando…-

-Stia tranquillo.-

-Che ne dite se cambiamo stazione?-

Enrico girava la manopola dell’autoradio in cerca di un’altra stazione. Tra un fruscìo e l’altro, ecco spuntare un cartello che recitava “Autogrill”.

-Fermiamoci qua. Ho fame.- disse la madre di Alberto.

Luca e Alberto si fiondarono al flipper.

-Andateci piano.. voi due!- li rimproverò Enrico, col suo fare elegante.

-Vieni cara, prendiamoci un caffè.-

I genitori di Enrico erano sempre stati raffinati. Luca non riusciva ad immaginarsi i suoi così. Sua madre non smetteva mai di parlare, mentre suo padre era sempre severo con lui. Sì, qualche volta si stufava di loro, ma non li avrebbe cambiati con nessun altro per niente al mondo.

-Ragazzi, in macchina.- annunciò Enrico dopo una decina di minuti.

-Ma papà, ancora una partita.-

-Fa-come-dico.-

-Ok…- rispose Alberto con aria scofitta.

-Vi ho preso un panino, ragazzi.- disse la madre di Alberto appena sedette nell’auto.

Luca si stupì per la sua loquacità.

Mentre mangiarono un boccone, Alberto bisbigliò a Luca, come sarebbero state le loro vacanze. Disse con aria soddisfatta che nella casa a Finale aveva un motorino in garage, e che con quello avrebbero acchiappato qualche ragazza di sicuro.

Separatore-1-2Sofia si vergognava un po’ per la sua pelle così candida. Era entrata in acqua ed era andata sotto per gustarsi fino in fondo il suo primo bagno al mare. Appena ritornò con la testa a galla, la palla la colpì in pieno. Tutti risero a crepapelle. Era stata Giulia.

-Sei stata tu, vero?-

Giulia prese il pallone e con finta rabbia glielo scagliò contro. Poi si mise in cerchio con il resto del gruppo.

-Pronti? Via!-

Eleonora aveva dato inizio al palleggio, che inesorabilmente si concludeva dopo due o tre tocchi scomposti.

-Mi è venuta un’idea…- annunciò Giulia. -Giochiamo a squadre.-

Tutti approvarono l’idea di Giulia. Marco era capitato stranamente nella squadra contro.

Dopo un grande parapiglia, il pallone passò a Giulia che subito lanciò a Sofia. Il lancio però era troppo corto, così Sofia dovette arrettrare per far sì che la palla non finisse in mani avversarie. A quel punto si buttò a capofitto Marco, che cinturò Sofia rubandole la palla.

-Il braccio, ahi!- gridò Sofia.

Marco non ci badò e dopo aver conquistato la palla continuò a giocare. Sofia abbandonò la partita sedendosi sul bagnasciuga.

Dopo alcuni minuti, Marco uscì dall’acqua per andare a sedersi di fianco a lei.

-Scusa per prima.-

-…-

-Ti ho fatto male?-

-Un po’…- rispose Sofia abbassando gli occhi.

-Fammi vedere.-

Marco le prese il braccio e sentì la sua pelle soffice.

-Tra poco non avrai più nulla.- le disse mentre glielo massaggiava leggermente.

Sofia arrossì, perché nessun ragazzo, si era comportato così con lei. Sentì un brivido lungo la schiena.

Marco la guardava in tutto il suo splendore. Sentiva l’odore del mare dei suoi capelli, e guardava i suoi brillare.

-Ora non ho più dolore.- disse Sofia.

-Sì, scusa.- rispose Marco lasciando improvvisamente la presa.

Poi, Sofia si alzò e si distese sull’asciugamano di fianco a Giulia e a Eleonora. Altrettanto fecero i ragazzi. Mentre Giulia annunciava le sue new amorose alle amiche, Sofia non la stava a sentire. Guardava Marco di sottecchi, e così faceva lui, quando lei chiudeva gli occhi e prendeva il sole.

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

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