Picture-Story: Campo con papaveri

12° Appuntamento della rubrica “Picture Story”

VINCENT VAN GOGH: CAMPO CON PAPAVERI

Van Gogh - Campo con papaveriInfo sul quadro

Anno: 1888

Avete mai provato a correre su un campo di papaveri? Fin da piccolo mi piaceva andare per la campagna insieme alla mia migliore amica, Nana, un pastore maremmano che mi ha salvato dai pasticci non so quante volte. Ormai ho perso il conto.

Correre su un campo di papaveri è la cosa più bella del mondo. Ti rende leggero, libero. Ti sembra di volare. È per questo che maggio è il mio mese preferito, sapete?

Dopo che ci corro sopra, mi piace distendermi e repirare il profumo che trasporta il vento. Chiudo gli occhi. Puntualmente Nana viene a leccarmi la faccia, forse per assicurarsi che sia vivo.

“Nana, smettila!”

Lei continua, io l’abbraccio…

Mi giro, sempre disteso, e vedo le api ondeggiare di papavero in papavero, come in una danza ritmata. Ora arriva una farfalla, si posa in un fiore a pochi centimetri di distanza da me, e con un gesto rapidissimo la catturo. All’interno del mio pugno la sento che prova a divincolarsi facendomi il solletico sul palmo della mano, poi ad un tratto il battito delle ali cessa. Sono curioso di vedere da vicino i suoi colori vivaci. Apro leggermente il pugno, e con un occhio ci guardo dentro. Lei non si muove. Non vedo i colori, non vedo niente. Decido quindi di aprire il pugno consapevole che la farfalla scapperà.

Apro il pugno. Il sole illumina la farfalla, e per un secondo riesco ad ammirare quel fantastico gioco di colori che la rende così bella, forse perché è viva.

Eccola che scappa via. Libera.

Com’è bello poter vedere la libertà anche solo in un battito d’ali di farfalla.

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

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