Picture-Story: Torino, Piazza Vittorio

10° Appuntamento della rubrica “Picture Story”

EZIO CONTERNO: TORINO, PIAZZA VITTORIO

Conterno - Torino, Piazza Vittorio

Sono già trascorse dieci settimane dall’inizio di questa rubrica. Per questo piccolo traguardo ho scelto un dipinto che raffigura Torino.

Info sul quadro

Anno: 2013

DImensioni: 50 x 40 cm (olio su tela)

 

Chi ha detto che Torino non è bella? Venite con me, provate ad entrare in questo quadro.

E’ un tardo pomeriggio d’autunno. La pioggia non cade più da almeno un’ora, così decido di fare due passi. I portici di via Po non sono popolati come sempre. I negozi sono un po’ vuoti. Mi appresto a raggiungere Piazza Vittorio, ma prima entro al caffè Nazionale. Ordino un caffè macchiato al banco. Mi giro appena e noto una donna bionda intenta a leggere un libro. Provo a leggere il titolo dalla copertina ma mi riesce difficile.

-Il suo caffè- dice il barista poggiando la tazzina sul piattino.

-Grazie.- rispondo con cortesia.

Prendo in mano la tazzina e provo ancora a decifrare il titolo. Ci sono! “La bella estate” di Cesare Pavese. Uno dei miei libri preferiti. Guardo il viso di quella donna: ha degli occhi fantastici, azzurri chiari come il cielo in un caldo giorno di primavera. Ed è quella la sensazione che mi si scatena dentro. E’ così aggraziata nei movimenti, elegante, quasi che sembra non essere reale. Vorrei sedermi di fianco a lei e chiederle il suo nome. Vorrei parlare insieme a lei del libro, chiederle cosa ne pensa. Vorrei guardarla dritta negli occhi e perdermi come un naufrago nuota tra le onde del mare, senza fine.

Finisco il mio caffè, e mentre faccio per uscire, lei si gira e i nostri sguardi si incontrano per un secondo. Mi pare di essere investito da un forte campo magnetico. Mi pare di viaggiare per mille miglia, attraversare deserti ed oceani in un solo istante. Il mio cuore accelera improvvisamente e sento, sulle tempie, il sangue pulsare. Come può una sconosciuta procurarmi tutto questo? Chi è lei per comandare il battito del mio cuore?

Riprendo per via Po ed arrivo finalmente in piazza Vittorio. La piazza è ancora bagnata per la pioggia di prima. Tutto si riflette sulle pozzanghere, i lampioni, i fari delle auto, il bacio di due fidanzati di fronte a me. Ma quant’è bella Piazza Vittorio, la sera? E’ come se dopo il calar del sole si vestisse con un abito elegante, sì vecchio, ma sempre affascinante, elegante, sempre bello.

Non posso fare a meno di raggiungere il lungo Po. Mi appoggio al muretto proprio di fronte al ponte e ammiro la Gran Madre illuminata che si specchia vanitosamente sul Po, e come lei lo fa pure il monte dei Cappuccini. Mi giro nuovamente verso Piazza Vittorio e assisto ad un gioco di luci flebili e tenue, come se fossi nel salotto di casa mia con una lampada accesa. Faccio un respiro profondo.

Nonostante abbia visto questo spettacolo tante volte, non faccio a meno di venire qua spesso, perché, altrimenti, farei fatica ad abituarmi senza.

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

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