Ringiovinezza parte 4

Betty si accorse che Leo la stava osservando e di riflesso alzò la spalla e sorrise.

-Che c’è? Tu non disegni?- chiese lei.

-Io ho tutto qua- rispose Leo indicando la tempia.

Maggie passava tra i tavoli ed esprimeva i suoi giudizi. Rimase stupita dalla grande differenza di gusti e guardare tutti al tavolo dal fondo della stanza la fece inorgoglire.

-Maggie, guarda qua!- disse Flora entusiasta di mostrare il suo disegno.

La direttrice si affacciò sulla soglia della sala comune e vide tutti all’opera seduti ai tavoli. Rimase stupita.

Maggie fece un OK con i pollici all’insù e la direttrice rispose con un cenno di assenso col capo. Erano anni che alla Residenza dei fiori non si vedeva quella vitalità.

Ma qual era il segreto di Maggie?

Dopo circa un’ora l’educatrice ritirò i disegni.

-Domani ci sarà una sorpresa!- annunciò prima di scomparire dietro la porta.

 

Leo si avvicinò a Betty e un po’ impacciato le chiese se aveva voglia di fare due passi in giardino con una così bella giornata.

Betty accettò di buon grado.

-Sai, credo che l’umore qui alla Residenza dei fiori stia cambiando- disse Betty.

-Lo credo anch’io… ci sa fare quella Maggie!-

-È bello vedere tutti all’opera, che qualcuno ha ancora voglia di mettersi in gioco… alla nostra età…-

-È strano-

-Cosa?-

-Io non sono mai stato così. Non sono mai stato capace di ridere di me stesso. Sarà che mi sto rimbambendo-

-Può darsi…- sorrise divertita Betty -Anzi, sono sicura che è l’età-

Leo la guardò negli occhi.

-Detto da te, lo prendo come un complimento-

Si sedettero di fianco alla fontana, ancora un po’ impacciati, nonostante il discorso.

Leo guardava Betty e i suoi capelli argentati. Li teneva sempre con cura. La sua pelle, nonostante le rughe, pareva morbida. Di fianco a lei si sentiva sempre un odore di vaniglia. Tenue e delicato.

Ci fu qualche istante di silenzio.

-Non ti capita mai di sentirti solo?- chiese Betty.

Leo chinò la testa e guardò il terriccio sotto i suoi piedi.

-Bhè, si… ma ci sono abituato. Quando lei se n’è andata mi sono sentito molto solo, nonostante il calore dei miei figli. Ma non era la stessa cosa-

Betty guardò il viso di Leo. Sembrava calmo nonostante stesse parlando di un momento così brutto della sua vita. Le rughe ai lati degli occhi gli davano quel non so che di fascino.

-Ci sono passata anche io- lo rincuorò Betty.

Leo si alzò e fece due passi verso la fontana. I pesci rossi tracciavano traiettorie casuali e non si fermavano mai.

-Che ne dici di trascorrere più tempo insieme?- disse Betty all’improvviso alzandosi dalla panchina.

Leo si girò di scatto e rimase confuso.

-Niente che abbia a che fare col sesso, anche perché alla nostra età non credo che ne saremmo ancora in grado-

Leo rimase ancora a bocca chiusa.

-Vuoi dire una parola o hai intenzione di stare così per sempre?-

-Bhè… dico che è una bella idea-

-Bene- disse Betty sorridendo -Ti aspetto in camera stanotte-

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

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