Picture Story: Jealousy

23° Appuntamento della rubrica “Picture-Story”.

TIHAMER MARGITAY: JEALOUSY

Tihamer Margitay - Jealousy, 1892Info sul quadro

Anno: 1892

Dimensioni: n.d. (olio su tela)

Custodito al Magyar Nemzeti Galeria, Budapest (Ungheria).

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Filippo, dopo la morte di suo padre, un ricco mercante, aveva continuato a gestire i suoi affari. Insieme a Guido Alberetti, amico di suo padre, aveva investito una grande somma di denaro in obbligazioni e quote in altre società, e i due, avevano ricavato una grande vendita. Ma il signor Alberetti volle instaurare con Filippo un rapporto che andasse al di là del lavoro, e così aveva preso l’abitudine di invitarlo a casa sua.

La villa della famiglia Alberetti era immersa in una vasta tenuta di ettari ed ettari di terreni, comprati, acquisiti ed ereditati negli anni, e questo ha fatto sì che Guido diventasse uno dei maggiori proprietari terrieri della regione. Inizialmente, Filippo prese a visitare ogni domenica la casa della famiglia Alberetti.

Nella sua prima visita, egli si meravigliò come quella famiglia vivesse nello sfarzo e nel lusso. Conobbe Francesca, moglie di Guido, e le sue due figlie, Maria e Matilde. La prima era robusta e dai capelli bruni. Il suo viso era grassoccio e segnato da un’espressione che somigliava ad un ghigno. Non era certo un bel modo di presentarsi ad un gentiluomo. La seconda, si nascondeva dietro la madre e la sorella, e distoglieva lo sguardo, ogni qual volta Filippo guardava nella sua direzione. Quest’ultima era più graziosa della sorella, e stranamente portava dei capelli molto più chiari. Il suo viso grazioso era invaso da numerose lentiggini, gli zigomi alti contribuivano a donarle un sorriso magnifico. Ma la ciliegina sulla torta erano i suoi occhi azzurri.

Da quel giorno, le visite di Filippo, presso la villa della famiglia Alberetti, erano diventate molto più frequenti. Dapprima, non manifestò il suo interesse verso Matilde. Faceva lunghi discorsi sul teatro, e raccontava i suoi aneddoti di caccia. Maria non lo stava a sentire. Sbuffava per tutto il tempo e faceva finta di ascoltarlo, per non dare un dispiacere al padre. Matilde, invece, veniva rapita dalla sua voce calda. Le piacevano i suoi baffi, che Filippo si toccava ripetutamente quando pensava. In realtà lo faceva, perché gli occhi azzurri di Matilde lomettevano a disagio.

Un pomeriggio d’ottobre, nel quale il sole era comparso con timidezza, Filippo propose di fare una passeggiata al di fuori della villa. Un leggero venticello spostava alcune foglie secche sotto la panchina e tra i piedi di Filippo. Lui non ci badava. Il suo sguardo era stato catturato da una ciocca di capelli di Matilde, la quale ondeggiava e le lasciava scoperto il collo. La sua pelle era di rosa candido, come il suo vestito, e pareva di seta. Maria guardava con disprezzo Filippo. Lo vedeva come un intruso e una minaccia verso la sua famiglia. Ella non lo voleva ammettere a se stessa, ma era fortemente gelosa. Gelosa della bellezza di sua sorella, gelosa dei suoi capelli, dei suoi occhi, del suo carattere. Era sempre stata gelosa di lei da quando era nata. Ora, come se non bastasse, a soli diciasette anni, aveva pure trovato un uomo, bello e ricco, e lei invece non aveva ancora trovato nessuno.

Filippo aveva notato l’astio di Maria, ma elegantemente non ci badava. Egli l’aveva invitata a sedersi con loro sulla panchina, ma lei aveva rifiutato. Si sedette su una sedia, leggermente spostata di fianco.

Matilde aveva capito, ormai, che Filippo aveva aumentato le sue visite per lei. Lo aveva capito dal suo atteggiamento, e da come la guardava. Non poteva certamente dichiarare a voce le sue intenzioni, ma faceva parlare il suo sguardo. Su quella panchina, i loro occhi si parlavano nel linguaggio universale dell’amore.

Ma ad un certo punto, Filippo disse coraggiosamente sottovoce, in modo che Maria non potesse sentirlo:

“Siete bella da togliere il fiato.”

Matilde sorrise, e abbassò lo sguardo, rossa in viso. Filippo notò che i suoi occhi azzurri avevano brillato per un secondo, e dunque aveva deciso. Matilde sarebbe stata sua moglie.

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

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