Picture-Story: New moon

20° Appuntamento della rubrica “Picture Story”.

MAXFIELD PARRISH: NEW MOON

Parrish - New Moon

Info sul quadro

Anno: 1958

Dimensioni: n.d. (Olio su pannello)

 

I canti dei grilli avvolgevano la campagna. Il signor Rurthford, per tutti Benny, stava ultimando i suoi lavori all’interno del garage. Aveva ricostruito daccapo una vecchia Harley, e ora la guardava compiaciuto stando in piedi e pulendosi le mani con uno straccio. Era proprio bella da vedere. La marmitta e tutte le parti d’acciaio luccicavano. Benny aveva fatto proprio un bel lavoro.

Il cielo s’imbruniva poco a poco, la nuova luna cominciava a spuntare pian piano, e tracciava il suo classico semicerchio. Pareva che il cielo, in quel punto, scoprisse una botola, una specie di passaggio segreto verso l’infinito.

Zoe non ci badava. Era rimasta tutto il giorno sull’ansa del fiume a pescare le rane. Aveva messo da parte il retino e si era messa in testa che doveva prenderle con le mani. Non ci era ancora riuscita, ma lei continuava, ci provava e ci riprovava, ma senza risultati. Aveva escogitato diverse tecniche, ma nessuna era andata a buon fine. Zoe era una bambina di otto anni, aveva i capelli biondi, quel biondo che alla luce del sole pare oro, zigomi alti e un sacco di lentiggini sul viso. Era difficile tenerle testa, perché ogni qual volta si fissava con una cosa non ce n’era per nessuno, doveva farla. Forse, su questo aveva preso un po’ da suo padre, Benny. Egli, appena sposato, si mise in testa di comprare una casa nel New Hampshire, per far crescere bene la sua Zoe. Così, dopo il matrimonio con Elizabeth, lasciò la sua casa in affitto nel Missouri e comprò una casa in campagna, perché pensava che crescere la sua piccola in mezzo alla natura l’avrebbe educata ad apprezzare meglio le cose.

“Benny, tesoro! La cena è pronta!” disse Elizabeth a gran voce.

“Arrivo!” rispose lui con lo stesso tono.

Intanto, Elisabeth, per tutti Bet, era andata a cercare Zoe. Non riusciva a trovarla da nessuna parte. Neanche dai Fishman che stavano parecchi metri più a nord, quasi sulla provinciale.

“Signora Ruthford, cerca qualcosa?” chiese il signor Brown.

“Sto cercando mia figlia, Chris. Se ne va sempre in giro e, quando è ora di cena, bisogna pregarla per tornare a casa.”

“Sarà sicuramente al fiume” rispose lui.

 Intanto, le ultime luci del tramonto coloravano di giallo intenso tutte le case del paese.

“Zoe, tesoro! Zoe!” gridava a gran voce Bet. L’eco rimbalzava tra le case, le siepi, i cespugli e gli alberi.

Finalmente, Bet trovò Zoe al fiume, proprio come le aveva detto il signor Brown.

“Si può sapere che stai facendo, signorina?” disse Bet con aria minacciosa e con le mani suoi fianchi.

Zoe stava inginocchiata nell’acqua, e sorpresa dalla voce della madre si alzò di scatto sbattendo la testa contro un ramo basso.

“Ti sta bene. Ti sta proprio bene!”

“Ma, mamma!”

“Così impari a sparire senza avvisare. Mi hai fatto stare in pensiero. Fila a casa!”

Zoe corse verso casa e sapeva che per proteggersi dalla furia della mamma doveva rifuggiarsi tra le braccia del padre. Benny era sempre troppo tenero con lei.

“Ecco tua figlia!” annnciò Bet appena furono entrate in casa.

“Zoe, tesoro… Non devi sparire così.” disse Benny pacatamente.

“Coraggio, Benny! E’ ora di darle una lezione!”

“Bet calma, non è successo niente.”

“Ogni volta che dici così, Benny, mi fai andare in bestia. Se tua figlia continua a far quello che vuole, in casa avremmo una ribelle! Vuoi una ribelle, Benny?”

“E’ solo una bambina, Bet.”

“Tu, piccola peste, a letto senza cena!”

La sera era appena calata, e Benny dopo la cena si sedeva sempre sulla sedia a dondolo nella veranda e leggeva un libro. Zoe era riuscita a sgattoialare fuori dalla sua stanza e striciando sul pavimento aveva eluso Bet, che stava nel soggiorno a cucire dei vestiti di Benny.

“Papà, che libro leggi oggi?” chiese Zoe.

“Tu non dovresti essere qui, lo sai? Se ti vede la mamma ti da una bella strigliata.” rispose con la sua calma che lo contraddingueva.

“Hai ragione papà, ma volevo stare con te. Volevo che mi leggessi qualcosa.”

“Vieni, su…”

Zoe sorrise, si sedette sulle sue gambe e gli cinse il collo con le braccia.

“Mi piace quando leggo con te, papà.”

“Un giorno dovrai leggere da sola, tesoro.”

“Spero che quel giorno arrivi il più tardi possibile.”

Benny cominciò a leggere, e dopo alcuni minuti Zoe s’addormentò.

La luna si era accesa e rischiarava alta nel cielo facendo capolino tra qualche nuvola. Benny avrebbe voluto che la sua Zoe rimanesse una bambina per sempre.

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

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