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Ringiovinezza: parte 1

Betty guardava fuori dalla finestra per tutto il tempo e, nonostante la giornata fosse delle migliori, non aveva la minima intenzione di uscire fuori.

Il tic-tac dell’orologio scandiva il tempo che trascorreva lentamente, mentre la tivù mandava a rotazione i soliti programmi della giornata. Stesso canale, per carità. Gli spettatori erano troppo abitudinari per guardare più canali. Stesso quiz da trent’anni, stesso tiggì. Erano le poche certezze di quegli spettatori dai capelli bianchi chiusi lì dentro a far passare il tempo.

La sala comune era continuamente affollata, ma non come un tempo. Tornei di carte facevano da padrone per mesi interi, mentre Betty e le altre sfornavano sciarpe e maglioni per tutto il tempo, o erano impegnate con il decoupage.

Neanche uno era contento di quell’ambiente spento, ma nessuno aveva in corpo quel brio per spingere tutti a cambiare. Troppo abitudinari.

Una signora sulla cinquantina comparve sulla soglia della porta della sala comune, vestita con un taieur verde pisello. I capelli scuri le cascavano sulle spalle e facevano un piccolo giro all’infuori. Nella curva si poteva intravedere la loro lucentezza. Sulla spalla portava una borsa, mentre con l’altra mano teneva dei fogli.

-Io sono Maggie- disse la donna accompagnandosi con un sorriso.

La sua voce si spiaccicò su un muro invisibile che racchiudeva Betty e gli altri in una campana di vetro. Nessuna interferenza dall’esterno poteva distrarli dal vedere lo stesso quiz. Il tic-tac dell’orologio riempiva nuovamente una parte della sala, mentre il vocio del presentatore diceva al concorrente con finta tristezza che la risposta appena data era sbagliata.

-Io sono Maggie- ci riprovò ancora la donna pensando che forse prima la sua voce fosse troppo bassa per le orecchie dei suoi interlocutori.

Giorgio, uno degli ultimi della fila, si girò con molta calma, guardò la figura verde sfocata che si trovava nell’ingresso, si mise a posto gli occhiali e girò nuovamente la faccia verso la tivù. Non poteva perdersi la risposta del quiz. Troppo abitudinario.

Maggie un po’ spazientita posò le sue cose su una sedia che si trovava lì accanto e con passo deciso invase la sala. Questa volta il rumore dei suoi tacchi sovrastò il tic-tac dell’orologio e anche la voce del presentatore, ma nessuno si girò. Quasi furiosa, Maggie si diresse verso la tivù e quando fu a un passo si chinò a staccare la spina.

Un no generale fu la reazione degli spettatori e Maggie con un sorriso si presentò alzando ancora di più la voce.

-Io sono Maggie, sono la nuova educatrice-

-Ci faccia vedere il quiz- disse uno.

-Riaccenda la tivù- disse un altro.

-Si sposti da mezzo!- disse un terzo con insolenza.

Maggie cercò di rimanere impavida di fronte alle richieste di Betty e degli altri, e rimase in piedi con la spina in mano.

-Guardate abbastanza tivù, io direi di fare qualcos’altro. Che ne dite?-

Lasciò andare la spina sul pavimento e si diresse verso le ampie finestre oscurate dalle tende chiuse.

-Innanzitutto, diamo un tocco di colore alla stanza-

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

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