Ringiovinezza parte 5

Le luci della residenza si spensero come ogni giorno alle ventidue. Leo era pronto col suo pigiama bello e profumato e il suo borsello dove teneva i suoi effetti personali e il porta-dentiera.

Diede un’occhiata al corridoio e dopo aver appurato che fosse sguarnito, camminò quasi in punta di piedi verso l’ala opposta dell’edificio. Non avrebbe mai creduto di fare una cosa da adolescente alla sua età. Non sapeva il perché, ma si sentiva eccitato come non lo era stato da tempo. Percorrere il corridoio in punta di piedi gli sembrava di trasgredire, infrangere le regole. Lui, capotreno per trent’anni alle ferrovie dello stato e un’onorata carriera da allenatore di calcio di ragazzini, ai quali aveva insegnato per tre generazioni quale fosse il significato di educazione, rispetto e valore dello sport.

Betty lo aspettava con impazienza. Sistemò più volte il vaso di ciclamini al centro del tavolo, e si chiese se quel centro tavola fosse veramente adatto. Non sapeva ancora come avesse fatto a fargli una proposta del genere, lei che ha sempre amato suo marito Paolo. Nonostante la sua morte gli abbia separati da quasi vent’anni, non credeva che alla sua età potesse ancora provare qualcosa.

Leo bussò leggermente cercando di non fare una eco troppo forte nel corridoio.

-Entra-

Leo entrò col suo pigiama blu, nuovo fiammante, e Betty continuava a profumare di vaniglia.

-Ti ha visto qualcuno?- chiese Betty in apprensione.

-Nessuno-

Betty si tolse la vestaglia di seta che aveva indossato più per bellezza che per altro. Leo si sedette sul letto.

-Mi sento strano- disse lui.

-Strano, come?-

-A fare questa cosa, mi sento un po’ a disagio…-

-Se non ti va puoi anche andare via-

-No, no, mi va-

Il letto da una piazza e mezzo poteva contenere senza problemi entrambi.

Betty e Leo si misero sotto le coperte, in silenzio.

-Hai freddo?- chiese lei.

-No grazie, sto bene così-

-Puoi spegnere la luce?-

-Certo, ecco-

Leo si sentì agitato. Da quando risiedeva alla Residenza dei fiori non aveva mai passato la notte insieme ad un’altra persona, e per giunta, nello stesso letto.

-Profumi di… di…-

-Di?-

-Vaniglia!-

-Grazie, ti piace?-

-Sì, è gradevole perché non è forte-

Betty si girò all’improvviso verso la sua parte.

-Grazie per essere venuto-

-Io…-

-Non dire niente, ti prego-

Betty si girò nuovamente dall’altra parte, mentre Leo guardava il soffitto travolto dalle nuove emozioni.

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.

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