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Vacanze d’estate – 9. Quando il sogno diventa realtà

spiaggia

Mentre si allontanavano dall’uscita della discoteca, Luca continuò a tenere la mano di Sofia, e gli parve una cosa naturale. Lei si fece condurre lontano da quel posto, e stare con lui, nonostante non lo conoscesse, la faceva sentire bene. Lo scrutava da dietro, mentre lui stava un passo in avanti e gli teneva la mano, e la sicurezza che le trasmetteva le bastava per sentirsi protetta.

-Andiamo sulla spiaggia?- chiese Luca timidamente.

Sofia fece cenno di sì col capo.

La sabbia era leggermente bagnata, e per Luca, camminare a piedi nudi con lei di fianco, non sembrava una cosa reale. Sofia era sempre stata una chimera. Quante notti insonni, e pensieri naufragati in un mare di timidezza. Ora era lì con lei, e non riusciva a credere di aver vinto la paura i parlarle e di guardarla dritto negli occhi.

Sofia si sentiva leggera, libera dalle ansie che la tormentavano da quando era finita la scuola, e Luca riusciva a non farla pensare a niente.

-Scusami se sono voluta uscire, ma non mi andava di stare là dentro.- disse Sofia.

-Anche a me, ci sono venuto solo per fare compagnia ad un amico.-

-E’ più bello qua, non credi?-

Sofia si sedette e cominciò ad osservare il cielo. Luca fece altrettanto.

-Conosci le costellazioni?- chiese Sofia.

-Non proprio.-

-Un mio amico me le ha spiegate tutte. Sai quante sono?-

-Non saprei…-

-Prova a dire un umero!-

-500?-

-88!-

-Non sono proprio un indovino.-

Sofia cominciò a commentare ciò che vedeva, e Luca la osservava affascinato. Rimase rapito dalla sua conoscenza e, sovente, faceva fatica ad ascoltarla, perché fissava per tutto il tempo le sue labbra muoversi. Il suono delle parole di Sofia lo mandava in estasi, e lei, di tanto in tanto, si girava verso di lui e sorrideva.

-Ti sto annoiando?-

-No, continua.-

Luca non voleva che quel momento finisse, perché era la prima volta che una ragazza lo faceva sentire così. La paura e la timidezza sembravano non essere mai esistite. C’era solo lui, Sofia, il cielo, le stelle, il mare, e la voglia di sentire le sue labbra.

-Quella è Cassiopea. La vedi?- disse Sofia indicando con la mano.

-Si.-

-Sai perché si chiama così?-

-No.-

-Allora…-

Luca si fece piccolo di fronte alla conoscenza di Sofia. Non smetteva mai di parlare, raccontava aneddoti, storie, curiosità. Luca conotinuava a seguire il contorno delle sue labbra, e gli parve di camminare sul ciglio di un dirupo. Fece un respiro, profondo.

Voleva dirlequanto era bella, e solo con il movimento delle labbra sussurrò piano il suo nome. Una leggera brezza si alzò e batteva sulla spiaggia. In un angolo di un lido che stava lì accanto, si formò un mulinello e Luca credette di esserne avvolto da un momento all’altro, tra le cartacce, i suoi pensieri, e il suo cuore. Fece ancora un respiro profondo, l’ultimo prima di sognare di baciare le sue labbra.

All’improvviso, Sofia smise di parlare. La luna piena specchiandosi sul mare si frantumava in tanti piccoli bagliori. Ciascuna onda ne portava uno e poi si adagiava dolcemente sugli scogli, come a salvarlo. Nessuna voce. Nessun rumore. Solo il suono del vento che li avvolgeva, scompigliando loro i capelli. Sofia chiuse gli occhi e inspirò profondamente, poi appoggiò dolcemente la testa sulla spalla di Luca. La sua mente sgombra di pensieri le sembrò più leggera per un istante, e poco prima che aprisse gli occhi le parve di sentire le labbra di Luca sulle sue.

© Michael Floris – Tutti i diritti sono riservati.