Vacanze d’estate – 3. L’inzio di una vacanza speciale

ragazza in bici

Le onde del mare si adagiavano dolcemente sulla battigia. Sofia aprì gli occhi lentamente. Era da tanto che non viveva un risveglio così. Si strofinò gli occhi e andò ad affacciarsi alla finestra stiracchiandosi. Il sole cominciava a prendere posizione in alto nel cielo, tra qualche nuvola soffice che pareva di zucchero filato. La spiaggia era ancora deserta. Vi era soltanto un vecchio pescatore sugli scogli, mentre aspettava con pazienza che arrivasse il momento di tirare su la lenza. Sofia fece un lungo sospiro e le sue labbra tracciarono un grande sorriso. Le vacanze, per lei, erano appena cominciate.

Dal piano di sotto e per tutta la casa, si diffuse un’aroma di caffè. Sofia capì che anche la mamma era sveglia, quindi scese le scale a capofitto, con la voglia di mettere qualcosa sotto i denti.

-Ti sembra questo il modo di presentarti a colazione?- disse la mamma con tono di rimprovero.

Sofia si guardò dai piedi insù, ma non trovò nulla di strano. Portava soltanto una maglietta bianca di qualche anno prima, con la scritta “Estate ragazzi”, e le sue mutandine preferite. Nulla di più.

-Ma mamma, sono in vacanza!- rispose lei lamentandosi.

“Adesso, siediti.”

Sofia aveva cominciato a mangiare le fette biscottate, sopra cui ci spalmava la marmellata, mentre la mamma sorseggiava elegantemente il suo caffè che manco in Piazza Vittorio.

-Vuoi una spremuta, cara?-

Sofia annuì con la testa.

All’improvviso, da fuori si sentì il clacson di un motorino. La madre guardò Sofia come a chiederle chi fosse a quell’ora, ma lei fece spallucce. Così, si alzò e andò a vedere.

Era Giulia, la sua compagna di banco. Sofia, quando la vide, sgranò gli occhie e le corse incontro.

-Ma che ci fai, qui? Avevi detto che non saresti venuta!- disse Sofia con sorpresa.

-Papà ha cabiato idea…”

Sofia saltò dalla gioia.

-Che fai? Vieni in spiaggia?-

-Dove state?-

-Alla solita, quella dopo la galleria.-

-Mi cambio e vi raggiungo.-

-Okay, ma non metterci troppo.- E aggiunse: -Non ti dispiace se c’è qualcun altro con noi, vero?-

-Chi?-

-Qualcuno…-

-Non c’è problema.-

-Okay, allora a tra poco.-

Giulia sfrecciò via con la vecchia Vespa di suo padre. Sofia rientrò in casa e si diresse in camera precipitosamente, salendo le scale due a due.

-Era troppo bello per essere vero…- disse sottovoce la mamma, la quale avrebbe voluto sua figlia tutta per sè.

Era da tanto che non passavano del tempo insieme.

Separatore-1-2-Ehi, ciao!- esordì Alberto.

Il resto del gruppo rispose all’unisono. Luca, che era al suo seguito, non aveva salutato.

-Passami la sigaretta, Tony.- disse Alberto con tono da spaccone.

L’amico gliela passò con il sorriso in volto.

-Tieni, fai un tiro.-

Alberto passò a sua volta la sigaretta a Luca, il quale la inspirò profondamente, come se quel fumo potesse risolvere magicamente le sue angosce.

Seduti sul muretto che dava sulla sponda del Po, tutti parlavano delle proprie imminenti vacanze.

-Avete visto quella?- disse Tony.

Tutti si girarono, mentre passava una ragazza con una minigonna generosa. Piovvero fischi, rumori d’approvazione ed espressioni eloquenti.

-Si è girata!- disse qualcuno sghignazzando.

Luca non ci badò tanto, fece l’ultimo tiro della sigaretta e lanciò il mozzicone sul Po.

-Domani, Luca viene con me a Finale.- annunciò Alberto.

-Quanto vorrei venire pure io…” disse Giorgio con disappunto.

-Tu non vai a Riccione?- gli fece notare Alberto. -Lì è pieno di strafighe!-

-Ma senza nessuno di voi sarà una palla gigantesca.-

-Sono sicuro che troverai qualcuno con cui spassartela.- rispose Alberto facendo l’occhiolino.

Separatore-1-2Sofia prese la bici e s’avviò alla spiaggia di sempre. Quella che aveva conosciuto per la prima volta da quando andava a Finale in vacanza.

Mentre pedalava, pensava se fosse presentabile agli occhi di un ragazzo, perché conosceva bene Giulia, e quando lei si comportava così significava che c’era sempre sotto qualcosa. Per quell’occasione, aveva indossato il costume che avevano comprato insieme in Via Roma a Torino.

Pedalava Sofia e mentre scorreva il lungo mare, pensava che quella vacanza sarebbe stata speciale. Non sapeva il perché, ma sentiva che sarebbe accaduto qualcosa.

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